Quale futuro per l’Europa? Riflessioni a 30 anni dal Progetto Spinelli – Pisa, 11 aprile

 

LE RÆGIONI SUL FUTURO DELL’EUROPA

“Quale futuro per l’Europa? Riflessioni a 30 anni dal Progetto Spinelli”

Il 2014 anno irripetibile per l’Italia e l’Europa….

L’anno 2014 è un anno irripetibile per i cittadini italiani e per il loro rapporto con la costruzione europea. Da un lato, infatti, condividiamo con i nostri concittadini dell’Unione la possibilità di segnare il corso, la forma e il colore delle politiche europee dei prossimi anni attraverso il voto del 25 maggio per il rinnovo del Parlamento europeo. D’altro canto, il Governo italiano avrà un’occasione unica, nel corso del Semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione, per porre all’attenzione dell’Europa le aspettative dei propri cittadini nei confronti dell’Unione europea e della sua evoluzione.

Come sono arrivati gli italiani alle soglie del 2014?

I dati dell’Eurobarometro mostrano inequivocabilmente che con l’arrivo degli effetti sociali della crisi economica il tradizionale europeismo italiano ha lasciato il passo a una forma acuta di disincanto, tale da portarci nella parte bassa della classifica dei sostenitori dell’idea di unità europea. E’ la prima volta che accade in maniera così netta, e non è un fenomeno che può essere liquidato dall’alto senza comprenderne le cause profonde.

In questo scenario, la Commissione europea ha inteso innovare, fin dalla fine del 2012, la propria strategia di comunicazione mettendo per la prima volta l’accento sul coinvolgimento dei cittadini nel dibattito su quale tipo di Europa vogliamo, piuttosto che concentrarsi solo sulla tradizionale promozione delle opportunità offerte dall’Europa che c’è. Ne è nata una serie di Dialoghi con Cittadini che hanno portato in Italia molti Commissari europei in un confronto diretto con la popolazione sulle aspettative concrete che essa nutre nei confronti dell’Europa.

Questi Dialoghi, svoltisi in tutta l’Unione europea, sono stati organizzati in Italia in maniera più capillare e sistematica che altrove proprio in considerazione di questo drammatico cambio di atteggiamento dei cittadini italiani nei confronti dell’UE.

 Dopo i Dialoghi con i Cittadini, come rilancia la Commissione europea?

A partire da ottobre 2013  la Commissione europea in Italia ha rilanciato. Consapevole che la crisi di fiducia verso il progetto europeo continua a mordere l’opinione pubblica e il tema rischia di esacerbarsi con l’approssimarsi delle elezioni europee di maggio, è stato organizzato un tour in tutte le Regioni italiane.

Esso ha il duplice scopo di lanciare in ogni singola Regione italiana un dibattito riguardo al futuro dell’UE e all’Europa che vogliamo, mostrando al contempo cosa l’UE dei prossimi anni offrirà ai cittadini con la uova programmazione finanziaria 2014-2020.

Per alimentare questi dibattiti, che coinvolgono autorità territoriali e società civile delle Regioni, la Commissione europea ha formulato 13 domande tratte dai documenti delle Istituzioni europee che meglio delineano le prospettive di completamento dell’unità europea dopo la crisi economica.

Queste domande toccano le questioni aperte e più “politiche” che ci stanno davanti, e sollecitano la nostra reazione rispetto a questioni come l’identità europea e quella nazionale, le competenze dell’Unione e le nostre convinzioni riguardo alla possibilità di percorrere l’ultimo miglio che ci separa da una federazione europea mantenendo il carattere democratico di queste scelte.

Il senso dei 60 dibattiti sul futuro dell’Unione…

In un momento così particolare di disincanto e di sfiducia, questo  coinvolgimento e questo ascolto è il miglior servizio che le Istituzioni europee credono di poter rendere ai cittadini italiani. La Commissione non promuove questo sforzo e questi dibattiti regionali per promuovere il prodotto Europa, o per dimostrare che l’Europa che c’è è il migliore dei mondi possibili.

Lo scopo è un altro, e in questa fase molto più cruciale: rendere consapevoli i cittadini della posta in gioco quando si recheranno alle urne per le elezioni europee.

Se l’Europa che c’è cade al di sotto delle mie aspettative, potrebbe essere perché non mi riconosco nei contenuti delle politiche che vengono da Bruxelles. Ma per renderle più vicine ai miei valori ho un’ arma democratica: il voto per il Parlamento europeo. Se invece l’Europa mi delude perché non ha avuto la forza di dare le risposte che mi attendevo alla crisi ed alle grandi questioni della mia vita, la ragione potrebbe essere che quest’Europa non ha

Risorse e competenze sufficienti per impattare veramente su queste grandi questioni, ed allora bisogna capire che sta ai Governi cambiare il rapporto tra Stati Membri ed Europa, insomma il “quanta Europa vogliamo”.

Sono tutte questioni dalle quali, nel 2014, con le elezioni europee e la Presidenza italiana, sarebbe imperdonabile sottrarsi. L’occasione per farsi sentire, come europei e come italiani, è unica.

L’appuntamento con il dibattito pisano è l’11 aprile alle ore 11:00 presso l’Aula magna storica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa in piazza Martiri della Libertà 33.

L’evento, organizzato dalla Scuola Superiore Sant’Anna in collaborazione con il Centro EDIC Pisa, sarà coordinato dal Dott. Roberto Castaldi, direttore delle ricerche CesUE e ricercatore della scuola Superiore Sant’Anna, e vedrà la partecipazione anche di Giuliano Amato.

Per iscriversi e per informazioni sull’evento visitare il seguente sito: www.dialogocittadini.it

Di seguito le 3 domande scelte dal centro Europe Direct su cui si baserà il dibattito:

  • Sull’esistenza di un popolo europeo: pensi che una democrazia europea possa esistere solo se ci riconosciamo in un unico popolo europeo?; Per essere un popolo europeo basta avere in comune le sfide del futuro o sono indispensabili anche la storia ed il passato?
  • Le competenze dell’UE: ci sono competenze che l’UE oggi non ha, o poteri che non esercita, e che tu ritieni invece sarebbero più utilmente esercitate a livello europeo piuttosto che a livello nazionale?; Ci sono, al contrario, poteri o competenze che non vorresti mai uscissero dal tuo paese per andare in Europa?
  • La velocità dell’integrazione europea: esiste un’urgenza di unità europea tale per cui non è possibile aspettare i paesi più scettici e conviene quindi procedere nell’integrazione con chi ci sta, magari differenziando la zone euro dal resto dell’Ue?; Oppure è opportuno e giusto aspettare che tutti i paesi e popoli dell’UE si sentano pronti a fare un salto in avanti, senza rotture o forzature?

 

Locandina con il programma

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