Ultimo capitolo del diario di bordo della nostra volontaria SVE in Russia

La “nostra”  Luisa ci scrive l’ultimo capitolo del suo anno di volontaria SVE in Russia, protagonista del progetto “Rainbow of cultures” giunto al termine in questi giorni.

“Dopo un anno in Russia ho capito il potere enorme delle parole. Parlare una lingua diversa, non avere un terreno comune dove sentirsi tranquilli, quel margine di incomprensione che rimane sempre quando si dialoga in una lingua diversa dalla propria.. si fa sempre più piccolo ma non scompare mai.
Tante volte mi sono mancati i parametri, i termini di paragone e nel tentativo di comprendere persone e situazioni sono incorsa in errori macroscopici, a volte imbarazzanti a volte divertenti.
Per fortuna ho anche sperimentato che certe affinità dell’anima riescono a prescindere dalla barriera linguistica: a volte bastano sguardi d’intesa, sorrisi, abbracci che ti tolgono il fiato, ma resta il fatto che per scoprire una persona nel suo essere profondo si necessita sempre di un linguaggio comune, per non fermarsi dopo averne grattata la superficie”.

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