Bruxelles: ecco chi sono i nuovi Commissari europei

Il 10 settembre,  il presidente eletto Juncker ha reso nota la composizione della sua squadra e il nuovo aspetto della prossima Commissione europea. Dopo aver vissuto uno dei periodi più impegnativi della sua storia, una delle maggiori sfide dell’Unione europea sarà convincere i cittadini che la situazione cambierà. Per attuare il cambiamento, la Commissione deve essere aperta alle riforme. L’organizzazione della nuova Commissione europea sarà razionalizzata in modo tale da concentrarsi sulle grandi sfide politiche che l’Europa si trova ad affrontare: reinserire le persone in posti di lavoro dignitosi, stimolare maggiori investimenti, assicurare nuovamente prestiti bancari all’economia reale, creare un mercato digitale connesso, attuare una politica estera credibile e assicurare l’indipendenza dell’Europa in materia di sicurezza energetica. La nuova struttura della Commissione riflette questi orientamenti politici, sulla base dei quali Jean-Claude Juncker è stato eletto dal Parlamento europeo.

Il presidente eletto ha personalmente svolto colloqui con tutti i commissari designati ed è convinto che la sua squadra solida ed esperta, lavorando collettivamente, potrà ottenere risultati in modo più efficiente.

Il presidente eletto Jean-Claude Juncker ha dichiarato: “In un periodo come questo, senza precedenti, i cittadini europei si aspettano da noi risultati. Dopo anni di difficoltà economiche e di riforme spesso dolorose, i cittadini europei si attendono un’economia funzionante, posti di lavoro duraturi, una maggiore protezione sociale, frontiere più sicure, la sicurezza energetica e opportunità digitali. Presento oggi la squadra che riporterà l’Europa sulla strada verso l’occupazione e la crescita. La configurazione della nuova Commissione europea risponde alla sua funzione. Dobbiamo essere aperti al cambiamento, dobbiamo dimostrare che la Commissione può cambiare. Oggi vi presento una Commissione europea politica, dinamica ed efficiente, capace di dare all’Europa un nuovo inizio. Ho assegnato i portafogli alle persone, non ai paesi. Sto mettendo in campo 27 giocatori, ognuno con uno specifico ruolo, per una squadra vincente.

Un nuovo modo di lavorare

Il nuovo collegio avrà sette vicepresidenti, sei più l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (Federica Mogherini), ognuno a capo di un project team. I vicepresidenti guideranno e coordineranno il lavoro di vari commissari secondo configurazioni che possono cambiare in funzione delle esigenze e dei nuovi progetti che sorgeranno nel tempo. I project team rispecchiano gli orientamenti politici, ad esempio “Occupazione, crescita, investimenti e competitività”, “Mercato unico digitale” o “Unione dell’energia”. In tal modo sarà assicurata l’interazione dinamica di tutti i membri del collegio, eliminando i compartimenti stagni e abbandonando le strutture statiche. I vicepresidenti fungeranno da veri sostituti del Presidente.

 Jean-Claude Juncker ha inoltre dichiarato: “Nella nuova Commissione non vi sono commissari di prima o seconda classe ma team leader e membri delle squadre, che lavoreranno insieme con spirito di collegialità e reciproca dipendenza. Voglio superare la mentalità a “compartimenti stagni” e introdurre un nuovo modo collaborativo di lavorare in settori in cui l’Europa può veramente cambiare le cose.

Il presidente attende con interesse le audizioni dei commissari designati dinanzi al Parlamento europeo che costituiranno il processo democratico per illustrare e passare al vaglio gli obiettivi e il programma politico della Commissione.

Importanti novità

  • Il primo vicepresidente (Frans Timmermans) sarà il braccio destro del presidente. Per la prima volta c’è un commissario specificamente incaricato del programma “legiferare meglio” per garantire che ogni proposta della Commissione sia veramente necessaria e che i suoi scopi non possano essere conseguiti meglio dagli Stati membri. Il primo vicepresidente avrà altresì il ruolo di custode della Carta dei diritti fondamentali e dello Stato di diritto in tutte le attività della Commissione.

  • Il nuovo portafoglio Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI (di cui sarà responsabile Elžbieta Bieńkowska) sarà il motore interno dell’economia reale. È anche la prima volta che sono specificamente menzionate le piccole e medie imprese, spina dorsale della nostra economia.

  • Il nuovo portafoglio Affari economici e finanziari, fiscalità e dogane (di cui sarà responsabile Pierre Moscovici) assicurerà che le politiche dell’Unione in materia fiscale e doganale siano parte integrante di un’Unione economica e monetaria approfondita e autentica e contribuiscano al buon funzionamento del quadro complessivo di governance economica dell’UE.

  • È stato creato un solido portafoglio per i consumatori. La politica per i consumatori non è più disseminata fra diversi portafogli ma occupa un posto di primo piano all’interno del portafoglio della commissaria responsabile per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere (Věra Jourová).

  • Come annunciato nel suo discorso dinanzi al Parlamento europeo il 15 luglio scorso, il presidente eletto ha altresì creato un portafoglio specifico in materia di migrazione (di cui sarà responsabile Dimitris Avramopoulos) per dare priorità a una nuova politica sulla migrazione che affronterà con determinazione la migrazione irregolare, rendendo nel contempo l’Europa una destinazione attraente per i migliori talenti.

  • Alcuni portafogli sono stati riorganizzati e razionalizzati. In particolare, il portafoglio Ambiente e il portafoglio Affari marittimi e pesca (di cui sarà responsabile Karmenu Vella) sono stati combinati per riflettere l’identica logica della crescita “blu” e “verde”. Le politiche ambientali e di tutela dell’ambiente marino possono e devono avere un ruolo fondamentale nella creazione di posti di lavoro, nella tutela delle risorse, nell’incentivazione della crescita e nello stimolo degli investimenti. La tutela dell’ambiente e il mantenimento della competitività europea devono andare di pari passo, mirando entrambe a un futuro sostenibile. È stata applicata la stessa logica nel decidere di creare un commissario responsabile delle politiche in materia di clima ed energia (ruolo che sarà ricoperto da Miguel Arias Cañete). Aumentare la quota delle energie rinnovabili non significa solo elaborare politiche responsabili in materia di cambiamento climatico, bensì anche rispondere a un imperativo industriale, se l’Europa vuole ancora disporre di energia a prezzi competitivi a medio termine. Entrambi i nuovi portafogli contribuiranno al project team “Unione dell’energia”, diretto e coordinato daAlenka Bratušek.

  • Il portafoglio per la politica europea di vicinato e i negoziati di allargamento (di cui sarà responsabile Johannes Hahn) pone l’accento, insieme a un potenziamento della politica di vicinato, sul proseguimento dei negoziati di allargamento, tenendo conto al contempo che nei prossimi cinque anni non vi saranno allargamenti dell’Unione europea, come indicato dal presidente eletto Juncker nei suoi orientamenti politici.

  • Il nuovo portafoglio Stabilità finanziaria, servizi finanziari e Unione dei mercati dei capitali (di cui sarà responsabile Jonathan Hill) riunirà le competenze e le responsabilità esistenti in una nuova direzione generale e garantirà che la Commissione sia attiva e attenta nell’attuare la nuova disciplina di vigilanza e di risoluzione nel settore bancario.

Incarichi giusti alle persone giuste

Nell’assegnazione dei portafogli il presidente eletto Juncker ha prestato grande attenzione a raggiungere l’adeguato equilibrio tra generi, affiliazioni politiche e competenze.

Esperienza politica

Una squadra solida ed esperta: la Commissione Juncker proposta è formata da 5 ex primi ministri, 4 vicepremier, 19 ex ministri, 7 commissari confermati e 8 ex deputati al Parlamento europeo. Undici membri dispongono di una solida preparazione economica e finanziaria, mentre otto vantano una vasta esperienza nelle relazioni internazionali. La Commissione Juncker dispone delle competenze necessarie per affrontare le sfide economiche e geopolitiche che l’Europa si trova attualmente ad affrontare.

Legittimità democratica

Un terzo dei membri della nuova Commissione (9 su 28), compreso il presidente eletto, ha partecipato alla campagna elettorale in occasione delle ultime elezioni europee di quest’anno, dialogando con i cittadini e chiedendo il loro sostegno.

Il fattore donna

In seguito a intensi negoziati e all’insistenza del presidente eletto Juncker sulle candidature femminili, la Commissione Juncker è composta da 9 donne e 19 uomini e 3 dei 7 vicepresidenti sono donne.

Prossime tappe

La fase successiva consiste nel voto di approvazione dell’intero Collegio dei Commissari, compresi il presidente e l’alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nonché vicepresidente della Commissione europea, da parte del Parlamento europeo. Prima però le commissioni parlamentari procedono, per competenza, alle audizioni dei Commissari designati, come previsto dall’articolo 118 del regolamento del Parlamento europeo. Una volta ricevuta l’approvazione del Parlamento, la Commissione è ufficialmente nominata dal Consiglio europeo, come prevede l’articolo 17, paragrafo 7, del TUE.

Per altre informazioni consultare il comunicato ufficiale della Commissione Europea

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