Piano UE per fronteggiare l’immigrazione clandestina

Il Consiglio europeo straordinario del 23 aprile scorso ha confermato l’impegno di tutti gli Stati membri europeo per fronteggiare i drammatici fenomeni dell’immigrazione nell’area del Mediterraneo. I capi di stato e di governo, concordi di sulla priorità di evitare altre morti in mare, hanno deciso di rafforzare la presenza nel Mediterraneo, lottare contro i trafficanti, prevenire i flussi migratori illegali e rafforzare la solidarietà e la responsabilità interne.

In particolare saranno triplicate le risorse finanziare da destinare alle operazioni dell’UE Triton e Poseidon nel 2015 e 2016. In tal modo sarà incrementato il numero dei mezzi, da utilizzare nelle operazioni di soccorso gestite da FRONTEX.

Sarà rafforzata la cooperazione tra le autorità degli Stati membri, l’EUROPOL, FRONTEX, l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO) ed EUROJUST e la polizia dei paesi terzi si provvederà a smantellare le reti di trafficanti, assicurarli alla giustizia e sequestrarne i beni. Si prevede inoltre di individuare, fermare e distruggere le imbarcazioni prima che siano usate dai trafficanti. L’EUROPOL si impegnerà a individuare i contenuti diffusi su Internet dai trafficanti allo scopo di attrarre migranti e rifugiati e per chiederne la soppressione, nel rispetto delle costituzioni nazionali.

Al fine di prevenire i flussi immigratori illegali sarà incrementata la collaborazione con Tunisia, Egitto, Sudan, Mali e Niger per il monitoraggio e il controllo delle frontiere e delle rotte terrestri. L’UE inoltre affronterà tali questioni con l’Unione africana e i paesi chiave interessati, con i quali proporrà di tenere un vertice a Malta nei prossimi mesi. Sarà anche intensificata la cooperazione con la Turchia in considerazione della situazione in Siria e in Iraq.

Saranno anche istituiti programmi di rimpatrio dei migranti economici non autorizzati, in stretta collaborazione con l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, e dei migranti illegali dagli Stati membri in prima linea, con il coordinamento di FRONTEX.

Numerose anche le azioni per rafforzare la solidarietà e la gestione interna del fenomeno:

1. Recepimento di un sistema comune di asilo europeo;

2. Incremento degli aiuti d’urgenza in favore degli Stati membri in prima linea;

3. Invio di squadre EASO negli Stati membri in prima linea ai fini di un esame congiunto delle domande d’asilo, anche riguardo alla registrazione e al rilevamento delle impronte digitali;

4. Istituzione di un progetto pilota volontario in materia di reinsediamento in tutta l’UE, offrendo posti alle persone ammissibili alla protezione.

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